Flutter – First App – pt.2: Stateful vs Stateless

Dopo avere realizzato lo scheletro della nostra prima applicazione Flutter, procediamo analizzando alcuni punti chiave necessari per procedere con lo sviluppo.

Ricapitoliamo

Nella precedente guida abbiamo impostato lo scheletro della nostra applicazione e successivamente abbiamo fatto un semplice refactoring del codice.

Analizziamo un attimo quanto scritto per introdurre anche alcuni concetti chiave di Flutter e della sintassi di Dart.

Come per altri linguaggi e framework, tutto parte dal main, tramite l’istruzione:

void main() => runApp(MyApp());

La funzione main (da notare come anche in Dart, abbiamo il costrutto per le Lambda functions / Arrow functions, presente anche in altri linguaggi di programmazione), richiamerà la nostra classe MyApp che in questo caso manderà, in primis, in esecuzione la funzione:

Widget build(BuildContext context)

Per dirla in due parole, questa funzione descrive ciò che verrà mostrato nell’interfaccia utente.

Per i più curiosi ecco il LINK della doc ufficiale.

Passiamo oltre ed analizziamo un concetto che ci accompagnerà durante tutto il percorso: le StatelessWidget e StatefulWidget class.

StatelessWidget e StatefulWidget

In due parole queste classi si differenziano principalmente per l’abilità di ricaricare i widget a runtime.

Ma approfondiamo meglio la questione.

Stateless Widget

Uno StatelessWidget è un particolare tipo di Widget che non subirà variazioni nel corso del tempo.

Alcuni esempi sono Column, Row, Text, Container.

Per creare uno stateless widget basta estendere la classe StatelessWidget, che richiede l’@override del metodo build() che definisce l’interfaccia utente del Widget stesso e permettere l’inserimento del Widget all’interno del widget tree in uno specifico BuildContext (che sarebbe il context in cui uno specifico widget viene definito).

Uno StatelessWidget è immutabile, perciò il solo modo per modificarlo è creare una nuova instanza. Da ciò, ne consegue che il suo ciclo di vita è piuttosto semplice:

  • inizializzazione del widget;
  • invocazione del metodo build();

Passiamo ad un mini esempio concreto.

Modifichiamo il file main.dart all’interno di un nuovo progetto ed inseriamo:

import 'package:flutter/material.dart';

void main() => runApp(MyApp());

class MyApp extends StatelessWidget {
  @override
  Widget build(BuildContext context) {
    return MaterialApp(
      title: 'StatelessWidget Test',
      home: StatelessWidgetTest(),
    );
  }
}

class StatelessWidgetTest extends StatelessWidget {
  @override
  Widget build(BuildContext context) {
    return Scaffold(
      body: Container(
        color: Colors.green,
        child: Center(
          child: Text(
            'Hello, this is a quick test! :)',
            style: TextStyle(color: Colors.black, fontSize: 30),
          ),
        ),
      ),
    );
  }
}

Ed ecco il risultato:

Stateful Widget

Contrariamente ai primi, gli stateless widget sono dinamici: il loro contenuto cambia in base alle azioni e agli eventi generati dall’utente.

Alcuni esempi di stateful widget sono Form, Image, Checkbox.

Sono utilizzati quando l’interfaccia utente cambierà in modo dinamico e vengono creati estendendo la classe StatefulWidget.

Altro importante concetto è lo State che contiene i dati del widget.

Esso, gestisce le informazioni per interagire con il widget, definendone il comportamento ed il layout, ed è associato permanentemente ad un BuildContext che non cambierà mai.

Ogni cambiamento nello State forzerà una ricreazione del widget al fine di apportare le modifiche e rendenderle visibile all’utente finale.

Lo StatefulWidget non ha il metodo build(), ma fa un @override del metodo createState() che crea uno stato mutabile per il widget in base al Widget Tree.

Se il widget viene inserito in diverse posizioni del Widget Tree, Flutter creerà istanze separate dell’oggetto State per ognuna di esse. Se, invece, il widget dovesse essere rimosso e reinserito nel Widget Tree, verrà creata una nuova istanza di State.

Passiamo anche per lo StatefulWidget ad un mini esempio concreto.

Modifichiamo sempre il file main.dart all’interno di un nuovo progetto ed inseriamo:

import 'package:flutter/material.dart';

void main() => runApp(MyApp());

class MyApp extends StatelessWidget {
  @override
  Widget build(BuildContext context) {
    print('test');
    return MaterialApp(
      title: 'StatefulWidget Test',
      home: StatefulWidgetTest(),
    );
  }
}

class StatefulWidgetTest extends StatefulWidget {
  @override
  _StatefulWidgetTestState createState() => _StatefulWidgetTestState();
}

class _StatefulWidgetTestState extends State<StatefulWidgetTest> {
  int _count = 0;

  @override
  Widget build(BuildContext context) {
    return Scaffold(
      backgroundColor: Colors.blue[100],
      body: Center(
        child: Text(
          'Counter pressed: $_count times',
          style: TextStyle(fontSize: 25),
        ),
      ),
      floatingActionButton: FloatingActionButton(
        onPressed: () => setState(
          () {
            _count++;
          },
        ),
        child: Icon(Icons.add),
      ),
    );
  }
}

Ed ecco il risultato:

Come scegliere quale tipologia di Widget utilizzare?

Semplice: qualora sia necessario utilizzare un elemento che può cambiare nel tempo allora il widget da realizzare sarà di tipo stateful, contrariamente sarà stateless.

Per ora ci fermiamo qui, nella prossima guida andremo finalmente a completare lo scheletro per costruire la nostra UI (che anticipo svilupperemo utilizzando Figma, che tratteremo in una guida a parte). Flutter your fantasy! 😉

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